AI nei luoghi di lavoro: nuove regole, rischi emergenti e sfida della sicurezza

L’intelligenza artificiale entra nei luoghi di lavoro europei con regole più chiare e vincolanti. Il nuovo AI Act definisce un quadro normativo destinato a incidere anche sulla salute e sicurezza dei lavoratori, introducendo limiti e criteri per l’utilizzo delle tecnologie intelligenti.

Più prevenzione, ma con nuove complessità

L’impiego dell’IA apre scenari inediti. Strumenti come dispositivi indossabili, robot collaborativi ed esoscheletri consentono di monitorare in tempo reale le condizioni operative, individuare situazioni di rischio e intervenire in anticipo. In alcuni casi, permettono anche di ridurre l’esposizione diretta a mansioni pericolose.

Allo stesso tempo, emergono nuove aree di attenzione. L’interazione tra uomo e macchina può generare rischi fisici, mentre il controllo continuo può incidere sul benessere psicologico. Centrale resta inoltre il tema della protezione dei dati personali.

Limiti e paletti per gli usi più invasivi

Il AI Act introduce divieti e condizioni precise per alcune applicazioni. Tra queste, i sistemi di riconoscimento delle emozioni basati su dati biometrici — come l’analisi del volto o di parametri fisiologici — sono generalmente vietati, salvo eccezioni legate a esigenze di sicurezza o tutela della salute.

Sono invece consentite altre forme di analisi, come quelle basate su dati non biometrici o sul monitoraggio di condizioni fisiche (ad esempio la fatica), purché non comportino una valutazione diretta dello stato emotivo.

Particolare attenzione è riservata ai sistemi classificati come “ad alto rischio”. Rientrano in questa categoria le tecnologie integrate nei dispositivi di sicurezza intelligenti e quelle utilizzate per organizzare, monitorare o valutare l’attività lavorativa. Per questi sistemi sono previsti obblighi più rigorosi e controlli stringenti.

Un nuovo equilibrio da costruire

Con l’entrata in vigore del regolamento — operativo dal 1° agosto 2024 e pienamente applicabile dal 2 agosto 2026 — cambia l’approccio all’uso dell’intelligenza artificiale nei contesti lavorativi. Diventa fondamentale integrare i nuovi rischi nelle valutazioni già esistenti, assicurare il rispetto del GDPR e mantenere sempre un controllo umano sui sistemi più critici.

Al centro resta la necessità di informare e formare chi utilizza queste tecnologie, oltre a monitorarne nel tempo gli effetti, inclusi quelli sul piano psicosociale.

L’intelligenza artificiale può rappresentare un alleato concreto per migliorare la sicurezza, ma solo se gestita con attenzione e responsabilità. La sfida è sfruttarne il potenziale senza compromettere diritti, equilibrio e tutela delle persone.

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