Cybersecurity e AI: l’Europa accelera senza nuove leggi

LUnione Europea non parte da zero nella sfida tra cybersicurezza e intelligenza artificiale. Negli ultimi anni ha costruito un solido quadro normativo dallAI Act alla direttiva Nis2, fino alla legge sulla resilienza cyber e al regolamento Dora che copre già gran parte dei rischi legati alle tecnologie emergenti. Le nuove regole entreranno progressivamente in vigore tra il 2026 e il 2027.

Ora però serve coordinarle. È questo lobiettivo del piano dazione sulla cybersicurezza e lAI presentato dalla Commissione il 7 luglio 2026: non una nuova legge, ma una strategia per mettere a sistema strumenti già esistenti e affrontare una tecnologia che evolve più rapidamente delle norme.

Alla base c’è un dato chiave: lintelligenza artificiale è unarma a doppio taglio. Può rafforzare le difese, individuare vulnerabilità e proteggere infrastrutture critiche, ma anche essere sfruttata per attacchi più veloci, automatizzati e su larga scala.

Il piano si muove su tre direttrici: uso sicuro e responsabile dellAI, rafforzamento della resilienza europea e sviluppo di capacità tecnologiche autonome. Tra le misure previste, valutazioni preventive dei modelli più avanzati, ambienti di test sicuri per settori critici e una Grand Challengeeuropea per stimolare innovazione nella sicurezza informatica.

La sfida, in definitiva, non è scrivere nuove regole, ma far funzionare quelle già esistenti. Con una consapevolezza: nella corsa tra difesa e attacco, la velocità farà la differenza.

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